«Riccardo vive in tutti noi». Un grande cartellone realizzato dagli amici di Riccardo Minghetti campeggia nella basilica dei santi Pietro e Paolo all’Eur dove oggi si celebrano i funerali del 16enne romano morto nella strage di Crans Montana. Ci sono le foto di Riccardo sorridente a scuola, mentre fa le linguacce e scherza con i suoi compagni di classe. Gli stessi che oggi, tornati dalle vacanze, piangono l'amico che non c'è più. Centinaia di ragazzi che riempiono la chiesa fino a oltre gli ingressi. In chiesa ci sono anche i genitori di Manfredi Marcucci, l'amico che ea con lui in quella che doveva essere la festa di Capodanno, e che ora lotta per la vita in ospedale.

Mamma Carla prende la parola davanti ad una folla di volti giovani: «Riccardo aveva un cuore grande, tenero e gentile, dietro la sua ironia e l’irrequietezza nascondeva una profonda sensibilità. Ci ha fatto faticare, ma era buono». Con compostezza dolce, ricorda: «Negli ultimi giorni a Crans era felice, stava diventando un bell’uomo, in tutti i sensi. Signore, ti affidiamo lui e gli altri, preghiamo per tutti. E un abbraccio speciale a Manfredi che ho visto nascere. Speriamo guarisca presto». Poi le viene in mente l'ultima volta che ha visto suo figlio vivo: «Ricordo quando mi ha salutato l’ultimo giorno, ai piedi della seggiovia. Mi ha chiamato "Mamma, mamma" e si é fatto dare un bacio».