(di Cinzia Conti) "Il mio brano è un po' come una supposta".

Da buon genovese il giovane rapper e produttore Adam Viacava, in arte Sayf, non è di molte parole ma è piuttosto tranchant e rimane con i piedi saldi a terra.

Anche perché la sua canzone "Tu mi piaci" entra nella testa come ritmo e nel cervello per tante immagini veritiere e senza filtri di questa "Italia tristemente nota/ per qualche fatto ma minimizziamo". E ha buone possibilità di puntare in alto come dimostrano anche i primi giudizi della critica, anche se Sayf dice sorridendo: "Mi fa piacere che ne abbiano parlato bene, certo, ma non ci sto troppo appresso".

Molto deciso nel rispondere anche quando viene accostato a Ghali. "Lo rispetto tantissimo, lo conosco e gli voglio bene e rispetto il suo impegno politico e sociale. Detto questo - sottolinea - io non sono qui a fare Ghali 2.0 solo perché sono di origini tunisine e ho i capelli simili. Credo che queste cose vadano fatte perché uno le sente. Un impegno sociale del genere non è uno slogan, non va preso con leggerezza. Condivido le posizioni che ha preso finora e, se ci sarà una questione su cui sentirò di espormi, lo farò. Ma non sono qui a riprendere un suo discorso o a fare qualcosa di già fatto".