​PORDENONE - «Quella canzone non voleva essere un messaggio: è solo quanto ho visto in un film». Flipoo36, 26 anni, al secolo Nadi Abeddrrazak, rompe il silenzio e chiarisce la propria posizione dopo le polemiche nate attorno a uno dei suoi brani trap, con video diventati virali sui social, girati al Bronx di Pordenone e nelle zone del centro città. Testi pesanti in cui parla di “Mocro Mafia”, la “mala” marocchina, organizzazione criminale che opera in diversi Paesi d’Europa. Era solo fiction. Il giovane artista – nato in Marocco, cresciuto in Friuli e residente a Casarsa – respinge con decisione ogni accostamento a messaggi d’odio, violenza o criminalità organizzata. Già in passato aveva preso posizione contro le gang e le risse in città. Dai suoi social campeggia ancora il chiaro messaggio, quello sì, scritto nero su bianco: «Fare risse per farsi notare, drogarsi fino a rischiare la vita ubriacarsi fino al vomito... Questa non è forza, non è rispetto. Non è identità. È solo autodistruzione mascherata da “stile di vita”».

Certo le parole del suo pezzo virale sui social erano diverse. Un brano trap dal titolo “Rwina”, con un video realizzato dall’artista un anno fa al Bronx. «È stata presa una direzione sbagliata, non era quello che intendevo dire», premette. «Io non sono quel personaggio che vuole lanciare messaggi tramite la musica. Questa canzone non è un manifesto, non racconta nulla della mia vita». Un punto che Flipoo36 ribadisce più volte: il testo non nasce come racconto autobiografico, ma come esercizio stilistico, ispirato a serie tv e film. «Raccontavo scene, immagini, come succede nel cinema. Ma sono state capite male».