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2 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:27

“La cella Rodeo 1 – ma ne ho cambiate molte – erano tutte due metri per quattro con una turca che faceva anche da doccia, eravamo in due in cella. I cambi di cella non erano mai giustificati, come nessun’altra azione del resto: venivano, ti dicevano di vestirti, di prendere le tue poche cose e ti cambiavano di cella. Le condizioni di prigionia erano molto molto dure“. Così Alberto Trentini, l’attivista italiano, detenuto per 423 giorni in Venezuela, ospite di Che tempo che fa, racconta le condizioni della sua prigionia.

“Avevamo l’acqua per farci la doccia e per la latrina due volte al giorno, a orari sempre differenti. Non c’era nessuna opportunità di svago, pochissimi libri. Mi avevano sequestrato gli occhiali quindi ero in difficoltà”, spiega ancora.