Gli storici definiscono spesso il Medioevo come una sintesi romano-barbarica: un’espressione solitamente riferita alla realtà politica e istituzionale, ma particolarmente efficace anche per descrivere la storia dell’alimentazione. Il sistema alimentare medievale nasce infatti da un lungo processo di contaminazione tra il modello romano, fondato sull’agricoltura e sui prodotti della terra, e quello barbarico, che valorizza il bosco, la foresta e l’incolto, privilegiando la caccia e l’allevamento brado. Da questo incontro prende forma un sistema agrosilvopastorale destinato a influenzare profondamente la cultura europea.

Un dettaglio dettaglio dell’affresco “Effetti in città e campagna del Buongoverno “ di Ambrogio Lorenzetti

Il cristianesimo, affermatosi nel Medioevo come religione dominante, contribuisce a consolidare questo modello. Da un lato riprende pane e vino, già centrali nella cultura romana; dall’altro valorizza l’allevamento del maiale, che diventa una risorsa economica e alimentare fondamentale. Pane, vino e maiale si impongono così come pilastri del sistema alimentare medievale e, all’interno di questo sistema, il calendario liturgico scandisce il tempo del cibo e del lavoro nei campi.