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Ultimo aggiornamento: 16:17

“Non ho alcun interesse, vorrei solo capire il perché“. È una delle frasi, scritta in una mail del luglio 2018, con cui Jeffrey Epstein commenta un dossier dedicato all’AC Milan, finito tra le oltre tre milioni di pagine di documenti recentemente pubblicate dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Carte che riguardano l’ex finanziere, condannato per reati sessuali e morto suicida in carcere nel 2019, e che restituiscono uno spaccato frammentato ma rivelatore della sua rete di contatti internazionali. Tra mail riservate sul presidente Donald Trump e foto imbarazzanti dell’ex principe Andrea, in modo inatteso negli Epstein files compare anche il club rossonero.

Le email risalgono all’estate del 2018, nelle settimane immediatamente successive al passaggio di proprietà del Milan al fondo statunitense Elliott Management, subentrato all’imprenditore cinese Yonghong Li dopo il default sul rimborso del prestito che aveva finanziato l’acquisizione del club. È in quel momento di caos gestionale, incertezza finanziaria e sanzioni UEFA che il nome del Milan inizia a circolare anche nella corrispondenza di Epstein. Il 13 luglio l’ex finanziere riceve una mail con oggetto “AC Milan”. Il messaggio è firmato da Jide Zeitlin ed è ridotto all’essenziale: “Come discusso”. In allegato c’è un documento intitolato AC Milan Acquisition – July 2018, un vero e proprio teaser finanziario redatto dalla società di consulenza Keffi Group. Il dossier presenta il Milan come “un’opportunità unica per acquisire l’ultimo super club europeo rimasto”, ripercorrendone i successi sportivi, la forza del marchio e la centralità storica dei rossoneri nel calcio continentale.