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Ultimo aggiornamento: 14:49

Si parte con la A di Alex Acosta, il Procuratore federale del Sud della Florida che nel 2007 concede a Jeffrey Epstein il contestatissimo patteggiamento per sfruttamento della prostituzione minorile, che di fatto consente al milionario pedofilo di limitare al massimo i danni e di continuare, negli anni successivi, ad abusare di ragazzine e di ampliare la sua rete di conoscenze ai massimi livelli. Si finisce con la Z di Zorro Ranch, una delle sontuose residenze di Epstein, avvolta da leggende nere e destinata a diventare, a quanto emerge dai documenti, una sorta di clinica di eugenetica. Sono in tutto 113 le voci del “Dizionario del potere” proposto da MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, da martedi 14 aprile in libreria (trova qui la più comoda per te) e negli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Libreria Universitaria, Hoepli), sulla base degli Epstein Files pubblicati dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti. Fra reticenze e omissioni che recentemente sono costate la poltrona alla Procuratrice generale Pam Bondi, fedelissima di Donald Trump.

Il dizionario, realizzato da una squadra di 12 giornalisti, è pensato come una guida ragionata ai protagonisti, ai luoghi e ai temi del più grande scandalo che abbia mai travolto l’establishment globale. Non solo per gli innumerevoli intrighi politici ed economici orditi sopra le teste di noi comuni mortali, ma soprattutto perché decine e decine di vip e potenti hanno intrattenuto con Jeffrey Epstein rapporti stretti, se non confidenziali, per molti anni dopo che la condanna per reati legati all’abuso su ragazze minorenni era diventata di dominio pubblico. Rapporti che si fanno strumento di ricatto, “quel ‘tu sai che io so che tu sai’ in grado da solo di condizionare le scelte politiche, economiche e finanziarie dei potenti del pianeta”, scrive Gomez nel commento di apertura.