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11 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:09
Parigi-Milano andata e ritorno, ma anche Miami-Malpensa, volo e hotel compresi. Il nome della città lombarda fa capolino negli Epstein Files almeno 3100 volte e a questo si accompagnano quelli della segretaria di Epstein Lesley Groff e di N.M. (Natalia Molotkova), anche lei presente in almeno settemila messaggi nei quali si mostra come si occupasse principalmente della logistica e dei viaggi degli ospiti e delle ragazze che il Risiko di sesso e potere ordito da Epstein spostava come pedine in giro per il mondo. Poi, a fare base in Italia c’era qualcun altro, ovvero Jean-Luc Brunel, l’uomo che ha intrecciato la sua vita alla fortuna di modelle rese famose dalla sua agenzia, ma anche ai giochi orgiastici e alle pretese maniacali dell’amico americano, Jeffrey Epstein.
L’ossessione per il controllo delle ragazze “arruolate” dal faccendiere pedofilo è stata una delle strategie che gli hanno permesso di mettere in atto la sua rete; tutto doveva passare da lui, che trovava il tempo per metter tutto in fila, secondo la sua volontà. I 3 milioni di messaggi pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano aiutano a tracciarne un profilo preciso, come la e-mail datata 13 luglio 2009 nella quale una identità resa anonima risponde ad Epstein che gli chiedeva “come va”: “Sto bene. – la risposta – Green Card approvata. Sto prendendo la residenza britannica. Dovrei vedere… oggi e portarla nel backstage di Madonna (sta tenendo uno spettacolo a Milano) Tante altre notizie…. Sei uscito di galera???”.








