A inizio 2026 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ) ha divulgato circa 3,5 milioni di documenti legati a Jeffrey Epstein, oltre a migliaia di video e immagini. Una parte degli atti resta oggetto di contenzioso e nuove richieste di desecretazione in tribunale in quanto contiene materiale sensibile.

Per quanto riguarda l’Italia, un caso finito nelle cronache internazionali riguarda il nome “Nicola Caputo”, letto in Aula da un membro del Congresso statunitense tra quelli che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero stati oscurati in versioni non integrali dei file; l’ex eurodeputato italiano Nicola Caputo (passato dal Partito democratico a Italia Viva a Forza Italia) ha smentito di essere la persona a cui i documenti si riferirebbero.

Altri nomi italiani sono emersi dai file del DoJ. Compaiono riferimenti a Matteo Salvini (che viene citato 89 volte nei documenti), Silvio Berlusconi, Giuseppe Conte e Beppe Grillo all’interno di scambi tra terzi o di materiale di contesto presente nel dataset. Dalle carte esaminate non risulta un legame diretto documentato tra Epstein e le persone citate, quanto piuttosto il favore di questi e di Steve Bannon (ex consulente strategico del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in Italia aveva tentato senza successo di aprire un’organizzazione di ispirazione sovranista nell’abbazia laziale di Trisulti) verso in particolare il leader del Carroccio.