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20 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:57
Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha avviato la pubblicazione degli “Epstein files“, l’enorme mole di documenti relativi alle indagini sul caso di Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019. Il materiale, atteso da anni, è stato desecretato in base a una legge (l'”Epstein files transparency act”) approvata dal Congresso e dal Senato, dopo la retromarcia di Donald Trump che inizialmente si era detto contrario. I file però sono stati diffusi con pesanti omissioni, suscitando dubbi e polemiche sull’effettiva trasparenza dell’operazione, soprattutto da parte dei democratici: in particolare, insospettiscono i limitati riferimenti a Trump, nonostante la sua nota amicizia con Epstein. Proprio l’ipotesi di contenuti compromettenti per il presidente era uno dei motivi di maggiore interesse per i file da parte della politica e dell’opinione pubblica: in una mail del 2018, il finanziere sosteneva di essere “l’unico in grado di abbattere” il tycoon. La pubblicazione “è stata deludente, almeno a un prima lettura, e non è stata trasparente“, ha attaccato il deputato democratico Ro Khanna, frontman della campagna per la desecretazione, minacciando un procedimento di impeachement contro la procuratrice generale Pam Bondi (la “ministra della giustizia” Usa) se non dimostrerà di rispettare la legge.











