Migliaia di pagine di documenti, centinaia di foto e video, una lunghissima rubrica telefonica di quasi 100 pagine e soprattutto i nomi, censurati, di 1.200 giovani donne abusate da Jeffrey Epstein e i suoi sodali.

A poche ore dalla scadenza stabilita dal Congresso americano a novembre, il dipartimento di Giustizia ha pubblicato sul suo sito i file sul caso del finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2019.

Una "biblioteca completa su Epstein", come è stata chiamata la pagina dedicata, dove le carte sono suddivise in varie categorie: i documenti giudiziari sui casi penali e civili; i documenti divulgati in ottemperanza alla legge approvata dal Congresso e firmata da Donald Trump; il materiale rilasciato in seguito alle richieste di accesso agli atti pubblici e i documenti della commissione di sorveglianza della Camera. Una quantità enorme di materiale che, a una prima analisi, confermata anche dalle parole del vice procuratore generale Usa, Todd Blanche, appare pesantemente censurato. "Oltre a oscurare i nomi delle vittime, abbiamo anche censurato e non stiamo divulgando alcun materiale che potrebbe consentirne l'identificazione", ha scritto il vice di Pam Bondi in una nota ai media americani.