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Prevista una correzione, ma nel tempo sarà ancora crescita
Da bene rifugio ad asset da investimento, ma sempre scudo contro le erosioni della credibilità delle istituzioni monetarie. L'oro si trasforma e si adatta, ma rimane sempre sulla bocca di tutti. E nonostante negli ultimi giorni il suo valore sia sceso nuovamente sotto i 5mila dollari l'oncia, comunque in crescita del 73% su base annua, sono molti gli investitori che pensano sia il momento giusto per comprarlo. Ma come approcciarsi al metallo giallo?
Le strade sono due: puntare sull'oro fisico o su quello "digitale". Quest'ultimo è spesso preferito da chi guarda al breve e medio termine e cerca di sfruttarne la volatilità. L'approccio più comune passa dall'acquisto di azioni di aziende che operano nel settore minerario, come Anglo American e AngloGold Ashanti, il cui valore tende a essere correlato al prezzo dei metalli preziosi e quando questo sale, le azioni delle aziende si muovono di conseguenza. In alternativa ci sono prodotti come gli Etf e gli Etc, che replicano l'andamento dell'oro e permettono di esporsi al metallo senza detenerlo direttamente. Si tratta di fondi passivi che, nel primo caso, imitano l'andamento dell'oro, e nel secondo, sono strutturati come obbligazioni, quotati in borsa, che replicano il prezzo di una commodity (ndr materia prima). Questi fondi offrono diversificazione e costi più contenuti rispetto alla selezione di singoli titoli, consentendo agli investitori di "possedere" una quota digitale del bene.






