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Un volontario la ritrae in una cappella e scoppia il caos. L'ironia di Giorgia: "Non sembro un angelo"
Sempre, dovunque Giorgia. Eccola, sta pure in chiesa, no, non è andata a messa, è lì sull'intonaco, affrescata nella cappella del Crocefisso e delle Anime Sante, proprio sopra il busto accigliato di Umberto II di Savoia. Capelli al vento, la luce radente sul profilo, un mezzo sorriso beato: un angelo. È così che l'ha raffigurata Bruno Valentinetti, 83 anni, l' "artista di vecchia scuola" con lontane simpatie per Almirante che ha restaurato gli interni della basilica di San Lorenzo in Lucina. "Dite davvero che somiglia?" Infatti è identica. "Sarà una coincidenza. Guardate, c'è pure un putto che sembra Conte". Sacro e profano, e subito scoppia un caso dai profili grotteschi.
Tra visioni e ossessioni politiche, manca solo Dan Brown. Il resto c'è tutto, siamo Roma, che ogni cosa impasta e digerisce. Già San Lorenzo non è una chiesa qualunque, ma un luogo di antichi misteri e di moderni romanzi, dove si riunivano i democristiani e dove la nobiltà nera tiene le sue funzioni. Ora spunta la Meloni, ripresa nell'atto di porgere una corona all'ex sovrano. Lei la prende a ridere. "No, decisamente non somiglio a un angelo". Tutti gli altri no. Il Pd insorge e chiede che intervenga la Soprintendenza. I Cinque Stelle parlano di "propaganda" e vogliono "l'accertamento delle responsabilità". Il ministro Giuli manda un'ispezione. Il Vaticano è imbarazzato. Il Vicariato apre un'inchiesta.
















