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Giorgia Meloni ha postato sui suoi canali social una foto nella quale posa sorridente, dentro l'abitacolo di un'automobile, con una paio di occhiali da sole e una cappellino da baseball con la scritta "Italia, Original 1861"

Per fare di un cappello un caso politico bisogna aver perso la testa. Ma è proprio quello che è successo ieri, ultima torrida giornata dell'agosto 2025. Ecco a voi la polemica quotidiana sollevata da social e stampa vicina all'opposizione: Giorgia Meloni ha postato sui suoi canali social una foto nella quale posa sorridente, dentro l'abitacolo di un'automobile, con una paio di occhiali da sole e una cappellino da baseball con la scritta "Italia, Original 1861".

Ora, capite bene che il dibattito potrebbe riguardare al massimo uno stylist e che non ha nulla, ma proprio nulla, di politico. Tuttavia era dai tempi dell'armocromista della Schlein che la sinistra non prendeva una scelta di campo così netta. Sulla moda. Però ormai funziona così: se ti metti un cappello in testa (sotto il sole agostano, che strano) sei un trumpiano. Che poi sul copricapo non c'è mica scritto "Maga" o alcune delle bizzarre ed egoriferite frasi che Trump ha fatto ricamare sui tanti berretti che ha mostrato agli sbigottiti leader europei qualche giorno fa. Sul copricapo della Meloni c'è scritto "Italia, 1861": non serve una laurea in Storia, basta un ciclo di elementari per sapere che è la data della proclamazione del Regno d'Italia, cioè la carta d'identità di tutti noi. Ma, per la sinistra dell'oicofobia, avere un'identità, una casa e figuriamoci una Patria è una colpa incommutabile e imperdonabile. Ma non c'è niente da fare, i più trinariciuti sul web vedono in quell'innocuo cappello un modo per chinare la testa a The Donald (che, giusto per inciso, non è un mostro, ma il quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti legittimamente eletto). Basta leggersi i commenti sui social per farsene una idea.