Il procuratore generale Enrico Zucca è stato il pm che fece condannare alcuni tra i massimi dirigenti della polizia italiana per la macelleria messicana della scuola Diaz del 2001, affrontando non solo le agguerrite difese, ma anche le forti resistenze politiche e istituzionali. E ieri, nella sua appassionata relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha lanciato un appello, o meglio, un robusto invito ai colleghi a dire la loro sulle ragioni del No al referendum. Lo ha fatto collegandosi a una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) di Strasburgo che condannava la Romania colpevole di aver sanzionato disciplinarmente un giudice che si era espresso su “questioni di pubblico interesse”.

«Che i giudici e i procuratori, dunque, facciano sentire la loro voce – è l’appello del Pg - nei modi e nei toni consoni alla doverosa immagine di imparzialità. Ma sia ben chiaro che i giudici qui non parlano per i loro interessi particolari o corporativi». Non solo, Zucca rilancia parlando di obbligo morale: «Chi riveste invece posizioni particolari, apicali o di rappresentanza, (presidenti delle corti, procuratori capo, portavoce), ha ancor più libertà ed anche un dovere di intervento, spettando a loro la difesa del sistema della giustizia».