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Frattura alle costole, polpaccia lacerato e bacino rotto: così gli antagonisti incappucciati hanno ridotto un agente del reparto Celere dopo averlo accerchiato e pestato con martelli, calci e sassi

Uno, due, tre, venti calci. Il casco che si sfila, gli scarponi che seguitano ad arrivare al volto. Uno giunge dritto sulla bocca. Un altro sulla nuca. Il poliziotto a terra prova a rialzarsi invano. I calci continuano, il casco viene spazzato via come se fosse un pallone. La furia di almeno venti criminali, antagonisti o delinquenti, chiamateli come vi pare, continua a investire l'agente della Celere.

Che poi riesce ad alzarsi mentre un pugno di un incappucciato lo colpisce sulla nuca. Un altro teppista impugna un martello e glielo pianta sul ginocchio sinistro, un altro ancora gli tira un sasso sulla faccia. Il martello torna a colpire sulla schiena: una, due, tre volte. Di nuovo un calcio sulla schiena, l'agente barcolla stordito e dolorante, inginocchiato. Un calcio sul basso ventre lo fa ripiombare sull'asfalto. Si mette le mani sulla testa, per proteggersi da eventuali altri attacchi mentre un nugolo di giovani bardati lo guarda sghignazzando come un gruppo di iene.