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Gli antagonisti hanno assaltato con pugni e martellate l'agente Alessandro Calisti, 29 anni, durante gli scontri per Askatasuna. Dal pronto soccorso l'agente dice: "Ho fatto solo il mio dovere"

Gli antagonisti che lo accerchiano, il casco che vola via e poi i calci, le martellate e la violenza: le immagini del poliziotto picchiato a Torino sono l'emblema di una serata di follia voluta da Askatasuna e dai suoi sodali contro lo Stato. Perché in quel momento non c'era altro che puro odio nei confronti di chi indossa una divisa e rappresenta l'Italia, ingiustificato e, soprattutto, ingiustificabile. L'agente al centro di quella violenza cieca è Alessandro Calista, 29 anni, in servizio presso la Squadra mobile di Padova ma originario di Pescara.

"Mi sono ritrovato da solo tra gli incappucciati, non so quanti fossero ma erano tanti, sono finito per terra, ho perso il casco mentre mi prendevano a calci, ho provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia...", ha raccontato Calista ai colleghi che lo hanno raggiunto in ospedale, come riportato da Repubblica, prima di crollare ma non prima di aver rassicurato la giovane moglie. "Sto bene e vi ringrazio per la vicinanza, ho fatto solo il mio dovere", ha dichiarato al telefono al Corriere della sera mentre ancora si trovava in pronto soccorso, da dove poi è stato ricoverato per le gravi fratture riportate dal pestaggio. "Adesso non posso parlare, mi stanno ancora medicando", ha aggiunto. Le immagini del suo pestaggio hanno fatto rapidamente il giro del web, sono state condivise dal presidente del Consiglio e sono arrivate fino al Quirinale, da dove il Presidente Sergio Mattarella ha deciso di chiamare il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di offrire la sua vicinanza all'agente ferito.