Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il marocchino si è avvicinato agli agenti in borghese durante un blitz anti-droga. Gli hanno intimato di fermarsi, lui ha estratto la pistola. Lo sparo fatale alla testa
Milano - Sono le 18 di ieri, è già buio, siamo in zona Rogoredo a Milano, una nota piazza di spaccio. Una pattuglia in borghese perlustra la zona, vede avvicinarsi un giovane. È armato, punta una pistola. A quel punto uno degli agenti fa fuoco e colpisce lo sconosciuto. L'uomo, che risulterà essere un marocchino 28enne, muore quasi subito. Gli accertamenti della Scietifica diranno che l'arma impugnata dalla vittima era a salve.
Sono decimi di secondo concitati quelli che portano allo sparo e alla morte del ragazzo. Gli agenti del commissariato Mecenate stavano effettuando controlli anti spaccio in via Impastato, non lontano dal famigerato Boschetto della droga. Erano in borghese. In quel momento in particolare stavano arrestando un presunto spacciatore che stava opponendo resistenza. Si è avvicinata un'altra persona. I poliziotti avrebbero intimato l'"alt" all'uomo che stava procedendo verso di loro, ma lui non si è bloccato e avrebbe impugnato una pistola. È qui che uno degli agenti ha fatto fuoco, colpendolo e uccidendolo.






