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31 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:40

“La riforma, alla quale io personalmente sono contrario, non risolve nessuno dei problemi della giustizia. E soprattutto non risolve quello che è il principale problema: la lunghezza dei tempi del processo. Anche una decisione o un’iniziativa sbagliata, se è contenuta in 3 o 4 mesi è una cosa superabile. Se un processo dura 12 anni segna indelebilmente un’intera esistenza”. È quanto afferma il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Inevitabile, in una giornata come questa, il riferimento è alla riforma della giustizia oggetto del referendum del 22 e 23 marzo.

“Siccome noi abbiamo sempre stabilito un collegamento tra i tempi del processo e le risorse disponibili, – ha aggiunto Borrelli – negli ultimi anni abbiamo avuto una dimostrazione perché gli stanziamenti fatti per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr hanno determinato un crollo verticale delle pendenze, nel civile e nel penale. Tra sei mesi, una parte di queste risorse verranno sottratte. Trovo che francamente sia una cosa inconcepibile che un Paese, uno Stato non investa sul diritto dei cittadini a un processo giusto e rapido. Speriamo che ci sia, sotto questo profilo, un ripensamento”.