"Questa riforma non contribuirà in alcun modo all'efficienza della giustizia.

I processi non si accorceranno di un giorno.

Le sentenze non potranno essere più giuste in virtù di una riforma che in realtà si limita a cercare di redistribuire diversamente i poteri dello Stato, a porre le condizioni per un controllo da parte dell'esecutivo sull'esercizio dell'azione penale fondamentalmente e quindi sulla magistratura prima inquirente e giudicante poi attraverso un meccanismo molto semplice: si indebolisce il Csm che è l'organo previsto dalla Costituzione per garantire autonomia ed indipendenza dei magistrati". Lo ha detto Rocco Gustavo Maruotti, segretario nazionale dell'Associazione nazionale magistrati, partecipando questa mattina a Foggia ad un convegno organizzato dal dipartimento di giurisprudenza dell'università dedicato alla "crisi" della figura del giudice e alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere.

Per Maruotti, sono tre i modi attraverso cui il Csm viene indebolito: "dividendolo in due, prevedendo il sorteggio dei suoi componenti ed escludendo la funzione disciplinare che viene attribuita ad un'altra Corte, quindi ad un tribunale speciale.

Questo non arrecherà alcun vantaggio ai cittadini ".