TREVISO - È stato costretto a dormire in strada per oltre 2 anni. Nonostante la richiesta di asilo, per lui, migrante arrivato nella Marca attraverso la rotta balcanica, le porte dei centri di accoglienza sono rimaste chiuse. Dopo aver diffidato la prefettura, però, si è rivolto al Tar. E così ha ottenuto sia l'inserimento nel centro di accoglienza straordinario (Cas) dell'ex caserma che il risarcimento danni: 1.382,50 euro, cifra calcolata tenendo conto della mancata erogazione del pocket money quotidiano da 2,50 euro per 553 giorni, più gli interessi.

Il migrante era arrivato nella Marca nel luglio del 2023. Nel giro di un mese aveva chiesto di essere accolto in un centro come richiedente asilo, sottolineando le sue precarie condizioni di salute e la situazione di estrema indigenza. In ottobre si era rivolto anche alla questura. Non aveva niente. In tutto ciò, però, nel frattempo ha dovuto dormire per strada, tra i gruppi di persone senza dimora, molte a loro volta migranti, che passavano la notte in ripari di fortuna come i park Appiani e Dal Negro. Per mangiare faceva riferimento alla mensa della Caritas.

Nel febbraio dell'anno scorso, poi, è arrivata una nuova doccia fredda: la prefettura ha respinto la domanda di inserimento nel sistema di accoglienza per chi chiede protezione internazionale. Questo, come spiegato dalla prefettura, sia perché la dichiarazione di indigenza del migrante non risultava acquisita sia alla luce del «criterio di priorità di accesso ai Cas in favore dei migranti a seguito di salvataggio in mare». Insomma, mancavano posti.