Saranno Pomigliano e Melfi a trainare quest’anno, insieme con Mirafiori, l’aumento della produzione e la riduzione della cassa integrazione annunciati da Stellantis al tavolo sull’automotive convocato ieri dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Un impegno messo nero su bianco dal responsabile per l’Europa del gruppo automobilistico, Emanuele Cappellano, che ha anche ricordato i 7 miliardi di acquisti da fornitori italiani nel 2025. Una quota confermata anche per quest’anno.

Un piccolo spiraglio in una situazione che resta critica. Ieri, mentre era in corso l’incontro sull’automotive, c’è stato un presidio dei lavoratori organizzato da tutte le sigle dei metalmeccanici per denunciare «la grave crisi di un settore fondamentale per il Paese». Punta il dito su Bruxelles il ministro Urso che, dopo aver rivendicato l’anticipo della revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 e il rinvio delle supermulte che avrebbero portato al collasso del sistema industriale, ha chiesto una svolta: «Servono cambiamenti radicali, non maquillage. E servono subito: il tempo è scaduto».

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Il governo, intanto, è pronto a mettere sul tavolo le risorse del Fondo Automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi, per offrire alle imprese «una prospettiva pluriennale». Nel dettaglio, la quota principale è riservata agli accordi per l’innovazione, con 750 milioni per ricerca e sviluppo, seguiti dai contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai mini-contratti. Sul fronte della domanda, una parte rilevante delle risorse sarà destinata all’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, oltre al sostegno per i veicoli della categoria L, al retrofit, al bonus per le colonnine di ricarica e al noleggio sociale a lungo termine.