Speranza e rassegnazione.

Niscemi appare sempre di più sospesa in una sorta di limbo, tra una realtà fatta di disperazione con i quartieri fantasma e un futuro pieno di incognite che contempla persino l'ipotesi della costruzione di una new town dove trasferire parte degli sfollati se non addirittura l'intero paese perché la frana, con una massa di terra superiore a quella del disastro del Vajont, continua ad avanzare. Una prima proposta è stata avanzata dal sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, che si è detto pronto a cedere aree del suo Comune, lungo la Piana, per la creazione di una new town per le persone che saranno costrette ad abbandonare le vecchie abitazioni.

L'incubo che tiene sulla corda 25mila abitanti è quello della smobilitazione, o delocalizzazione come la chiamano i tecnici, mentre più 1.300 sfollati da quasi una settimana sono in preda all'angoscia per avere perso tutto e avere dovuto abbandonare le case mentre la frana minaccia il centro del paese.

Nelle parole del sindaco, Massimiliano Conti, si scorge tutto questo. "Il monitoraggio sulla situazione attuale è in corso - dice - Noi speriamo che la frana si sia fermata ma sta piovendo e continuerà a piovere anche nei prossimi giorni, questo non facilita. Non possiamo dare un'indicazione precisa". "Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per dare risposte ai cittadini. Sono state riattivate le linee del metano e del gas e stiamo predisponendo la riapertura delle scuole", che potrebbero riaprire lunedì prossimo, afferma il sindaco in una delle rare pause dei lavori del Coc, il centro operativo comunale che sta gestendo la crisi. "L'attenzione è concretata proprio su chi ha perso la casa - assicura - Quanto sta accadendo a Niscemi, quasi spezzata in due della frana, genera tante reazioni politiche e istituzionali. Non cado nelle polemiche sui progetti e i fondi non utilizzati, ci sarà il tempo e il modo per chiarire. La nostra amministrazione ha sempre lavorato per questo territorio e per questa città. Più avanti ci confronteremo e chiariremo nelle sedi opportune". "Sono convinto che il dibattito andrà condotto - aggiunge Conti - anche sul tema della ricostruzione. Va condiviso con tutte le forze politiche e il consiglio comunale. Lo faremo più avanti. In questa fase, cerchiamo di dare immediata assistenza a tutti i cittadini che hanno perso la casa".