"L'intera collina sta crollando sulla piana di Gela. Abbiamo fatto un primo sopralluogo con la componente scientifica del centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile, il professore Nicola Casagli, che ha messo in evidenza non solo quello che è visibile ma che in realtà è l'intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela. La frana è ancora attiva". A parlare è il capo dipartimento della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. Lui, insieme al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, sta precipitando alla riunione nel centro operativo comunale per discutere sulla frana nel comune.
Le persone che al momento sono state costrette ad abbandonare la loro abitazione sono già 1500. Ma il numero è destinato ad aumentare col passare delle ore. La frattura si è allargata di un chilometro in una sola notte. Anche il procuratore di Gela, Salvatore Vella, è arrivato a Niscemi, per un sopralluogo nella zona rossa. Sono in arrivo i primi contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. "I geologi che sono allo studio di questo evento franoso dicono che non c'è paragone in tutta Europa - le parole del parroco don Giuseppe Cafà -. Non c'è mai stato un fenomeno del genere. Il fronte frana è esteso per circa 4 km, in alcuni punti raggiunge la profondità di 50 metri. Si è creato un canyon, nel vero senso della parola".










