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29 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:35
La frana che rischia di inghiottire e cancellare Niscemi finisce sotto i fari dei magistrati di Gela. Il procuratore capo Salvatore Vella ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per disastro colposo (art. 449 c.p.) e danneggiamento seguito da frana (art. 427 c.p.). Due i sostituti incaricati di seguire l’indagine delegata alla polizia. La procura gelese si concentrerà su due fronti: il primo riguarda le eventuali inadempienze degli amministratori dopo la frana del 1997, le mancate bonifiche e messe in sicurezza. Il secondo filone riguarda invece tutte le azioni che possono aver aggravato la situazione del sottosuolo di Niscemi dal 1997: il 12 ottobre di quell’anno un movimento franoso interessò la parte meridionale del centro abitato, causando ingenti danni a edifici e infrastrutture e l’evacuazione di circa 400 persone.
“La frana di Niscemi non è nata oggi, ha una storia – ha spiegato Vella – Cercheremo di capire se si potevano adottare contromisure per fermarla e non è stato fatto o se addirittura è stato fatto qualcosa, o non è stato fatto, che ha aggravato la situazione”. I prossimi passi saranno quelli di acquisire dagli enti preposti tutta la documentazione tecnica. Un aspetto su cui la procura lavorerà riguarda la mancanza di progetti per il contrasto al dissesto idrogeologico finanziati con il Pnrr.












