Dopo la sospensione dello scorso 23 ottobre, con la decisione della Consulta che oggi ha sciolto il 'nodo' inerente il diritto di difesa, può riprendere davanti alla Prima sezione della Corte di Assise di Roma il processo ai quattro agenti dei servizi di sicurezza interni egiziani, giudicati "in assenza" per la mancanza di cooperazione delle autorità egiziane, e accusati per il rapimento, la tortura e l'uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore sequestrato a Il Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato morto il 3 febbraio lungo l'autostrada.
Il dibattimento riprenderà entro febbraio e la requisitoria del Procuratore aggiunto Sergio Colaiocco è prevista per la primavera, probabilmente ad aprile. Nell'arco dei prossimi dieci giorni, infatti, la Corte Costituzionale restituirà gli atti ai giudici che a loro volta fisseranno l'udienza. E in quella data verrà affidato l'incarico per la consulenza. Si tratta della traduzione dall'arabo delle testimonianze del sindacalista degli ambulanti Mohammed Abdullah Saeed, rese ad aprile e maggio del 2016 davanti all'autorità egiziana. Le prime traduzioni presenterebbero contraddizioni. Da qui la richiesta dei difensori d'ufficio dei quattro imputati egiziani - il generale Tariq Sabir, e gli ufficiali Uhsam Helmi, Athar Kamel e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif - di nominare un loro consulente.









