Carlo Nordio definisce "ripugnanti" le insinuazioni "che in questi giorni sono state diffuse sull'ipotesi di interferenze illecite da parte nostra nell'attività esclusiva e sovrana della magistratura". Il riferimento del ministro della Giustizia, in un passaggio del suo intervento alla cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario in Corte di Cassazione, è alle accuse di Report. Il programma di Rai 3 ha insinuato che i magistrati sarebbero stati spiati da remoto attraverso un software inoculato nei loro pc dai tecnici del ministero della Giustizia, all'insaputa dell'allora ministro M5s Alfonso Bonafede.
In merito al referendum, il Guardasigilli sente "il dovere istituzionale di ribadire con chiarezza e fermezza che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l'indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile che oltre mezzo secolo fa, in un momento peraltro molto doloroso della Repubblica, mi indusse a far parte di quel nobile ordine al quale mi sento ancora di appartenere". E ancora: "Nel diritto penale non ci siamo accaniti in una proliferazione dissennata di interventi persecutori, ma abbiamo colmato vuoti di tutela determinati da intollerabili forme di aggressività, sopruso e frode, soprattutto verso i soggetti più deboli". Per quanto riguarda il diritto civile, invece, "abbiamo puntato al recupero di efficienza e funzionalità degli uffici attraverso il rafforzamento e la revisione degli organici del personale. Nella magistratura abbiamo attuato ben 5 procedure concorsuali. L'obiettivo ambizioso e in via di realizzazione la copertura integrale degli organici entro il 2026".








