Debora Serracchiani accusa e Carlo Nordio risponde. D'altronde le affermazioni dem sono "gravissime", come conferma il ministro della Giustizia. La deputata del Pd, intervenendo nelle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni relative alle comunicazioni del Guardasigilli, arriva a citare la trasmissione di Sigfrido Ranucci. La stessa che nei giorni scorsi è finita al centro di un acceso dibattito. "Mentre noi siamo qui, abbiamo appreso da Report di un'inchiesta da cui emergerebbe che tutti i pc dei magistrati italiani sono sottoposti a controllo da remoto e che questo sarebbe avvenuto dal 2024 su indicazione precisa di Palazzo Chigi. Il ministero della Giustizia, davanti a una richiesta fatta da una Procura italiana, avrebbe detto che su questo nulla si doveva dire e fare".
Da qui l'appello a Nordio: "Allora, ministro, se questo è vero noi la invitiamo a dimettersi perché non è in grado di difendere il sistema della giustizia italiana, la costituzione italiana e l'indipendenza e l'autonomia della magistratura. E vogliamo che venga in aula la presidente del Consiglio a riferire su questo fatto gravissimo: il controllo della magistratura, come il controllo della libera informazione, vuol dire regime, non vuol dire democrazia".








