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A Washington la debolezza del dollaro è vista come un successo, non come un problema
"Il dollaro è la nostra moneta, ma è un vostro problema". La frase pronunciata nel 1971 da John Connally, allora segretario al Tesoro americano, torna oggi drammaticamente attuale. Negli ultimi giorni il biglietto verde è tornato a indebolirsi fino a quota 1,20 contro euro: quasi il 20% di svalutazione da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca. La domanda non è se il movimento sia eccessivo, ma se sia finito. E non c'è alcuna ragione per pensarlo.
A Washington la debolezza del dollaro è vista come un successo, non come un problema. Trump sta semplicemente cercando di invertire l'apprezzamento reale accumulato dal dollaro nell'ultimo decennio per ridurre il deficit commerciale americano. E, guardando al cambio reale effettivo basato sul costo del lavoro manifatturiero, la strada da fare è ancora lunga.






