«Non è accettabile che un organismo che gestisce risorse degli iscritti e contributi obbligatori dei professionisti possa auto-approvarsi il bilancio senza alcun controllo democratico: è una grave anomalia che va sanata subito». È con queste parole che Domenico Posca, presidente dell’Unione Italiana Commercialisti (Un.i.co.), interviene sul Disegno di legge di riforma dell’Ordinamento professionale dei commercialisti, in occasione dell’audizione alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati.

L’associazione sindacale Un.i.co ha infatti segnalato una criticità rilevante contenuta nel testo del DDL, che riguarda i bilanci preventivi e consuntivi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec). Secondo quanto previsto dalla bozza di riforma, il Consiglio nazionale avrebbe il potere di approvare autonomamente i propri bilanci, senza alcun passaggio di verifica o approvazione da parte degli Ordini territoriali, che pure sono gli organismi che lo eleggono e lo finanziano.

Una scelta che Un.i.co definisce «inspiegabile» e in contrasto con i principi di democraticità, trasparenza e corretto controllo della spesa. Il bilancio del Consiglio nazionale, infatti, non è marginale: si parla di circa 18,5 milioni di euro di entrate correnti, con una spesa di funzionamento degli organi dell’Ente pari a 2,8 milioni di euro. Ogni commercialista, inoltre, è tenuto al versamento di una quota annuale di 150 euro destinata proprio al Consiglio nazionale.