Un "baluardo contro l'esercizio abusivo della professione", perché si permette di "rafforzare gli strumenti per reprimere" l'utilizzo improprio del titolo per praticare un'attività ordinistica ed è apprezzabile "il riconoscimento del ruolo dei Consigli nazionali nell'emanazione e aggiornamento dei codici deontologici" delle varie categorie.

Lo si legge nel documento che ProfessionItaliane (l'organismo che riunisce la stragrande maggioranza degli Ordini) ha inviato in queste ore alla Commissione Giustizia del Senato dove alle 12 di oggi, 20 febbraio, si è chiuso il termine per la presentazione degli emendamenti alla riforma degli statuti di 15 categorie, ossia agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, consulenti in proprietà industriale, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali e tecnologi alimentari.

L'associazione, già ascoltata in audizione nelle settimane passate nella II Commissione di Palazzo Madama, ha voluto mettere in evidenza come nella successiva fase dell'emanazione dei provvedimenti delegati, "al fine di assicurare un coordinamento tra l'attuazione dei quattro disegni di legge delega per la revisione delle professioni (oltre a questo all'esame dei senatori, infatti, al vaglio della Camera ci sono i testi per la riforma delle professioni degli avvocati, dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei profili sanitari, ndr) si ritiene necessaria l'istituzione di una cabina di regia tra ministeri della Giustizia, del Lavoro, della Salute e delle Imprese e made in Italy e Consigli nazionali, che possa fungere da garante e da controllo rispetto a possibili criticità e sovrapposizioni normative", si legge, infine.