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L’esame medico-legale aiuterà a verificare la versione dell’agente indagato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, il 28enne di origini marocchine, a Milano
È fissata per martedì 3 febbraio l’autopsia sul corpo diAbderrahim Mansouri, il 28enne di origini marocchine ucciso da un agente di polizia durante un controllo antidroga nel boschetto di Rogoredo, alla periferia est di Milano. L’esame medico-legale potrebbe essere un passaggio chiave dell’inchiesta: dalle sue conclusioni, infatti, potrebbe dipendere la verifica della versione fornita finora dall’agente che ha sparato.
Aiuterà a far emergere elementi sulla traiettoria del colpo, la distanza reale tra poliziotto e vittima e la compatibilità tra i dati scientifici e la ricostruzione dei fatti. L’agente sostiene di aver sparato per difendersi, ritenendo la minaccia immediata e concreta. I magistrati dovranno stabilire se quella percezione fosse oggettivamente fondata e se esistessero alternative allo sparo. Il poliziotto è difeso dall'avvocato Pietro Porciani.















