L’ultimo film di Checco Zalone sembra avere avuto un effetto sorprendente sul suo pubblico maschile. Oltre alle risate, la pellicola del celebre comico italiano, intitolata “Buen Camino”, avrebbe infatti portato a un aumento delle visite urologiche di prevenzione. A segnalarlo è stata la Società italiana di urologia (Siu), secondo la quale l’ “effetto Zalone” avrebbe il merito di aver fatto uscire la prevenzione dal cono d’ombra dell’imbarazzo. Con possibili ricadute anche sulla diagnosi precoce del tumore alla prostata, che ogni anno colpisce ben 41mila uomini in Italia.
Diagnosi precoce
“Visita urologica ed esami su specifici marcatori, come il Psa, possono portare all’individuazione di un tumore nelle sue fasi più precoci contro i quali iniziamo ad avere un ventaglio sempre più ampio di trattamenti mini-invasivi”, spiega Francesco Porpiglia, direttore dell’Urologia dell’Irccs di Candiolo, dall’Al Technourology Meeting, evento che si apre oggi a Torino. “Oltre alla semplice sorveglianza attiva, indicata per le forme più benigne, oggi abbiamo a disposizione numerose opzioni che consentono di trattare il tumore alla prostata in modo efficace e con meno effetti collaterali: si va dalla tradizionale radioterapia all’uso di laser focali, indicati solo per un gruppo ristrettissimo di pazienti, fino a interventi chirurgici altamente innovativi in grado di preservare i tessuti sani”, aggiunge.







