Ci sono gol che valgono una stagione, altri che valgono una carriera. E poi ce ne sono alcuni che sembrano sospendere il tempo, perché arrivano dal protagonista meno atteso. Il colpo di testa di Anatoliy Trubin in Benfica-Real Madrid appartiene a questa categoria rara. Ultimo assalto, palla scodellata in area, il portiere che attraversa tutto il campo lasciandosi alle spalle la propria porta e si trasforma, per un istante, in centravanti. Trubin stacca più in alto di tutti e segna il gol che spalanca al Benfica di José Mourinho le porte dei playoff europei. Un’esultanza liberatoria, quasi primordiale, che restituisce al calcio la sua dimensione più istintiva.

Da quell’immagine si riaccende un tema antico e affascinante: quello dei portieri goleador nelle competizioni europee. Episodi rari, spesso figli della disperazione, ma quasi sempre decisivi. Uno dei protagonisti è stato Gilbert Bodart nel 1986, quando lo Standard Liegi strappò un pareggio contro il Rijeka grazie alla sua rete. Da lì in poi, ogni gol di un portiere è diventato un evento. Peter Schmeichel, nel 1995, firmò il 2-2 del Manchester United contro il Rotor Volgograd, incarnando alla perfezione lo spirito dei Red Devils di quegli anni: non arrendersi mai, nemmeno quando il tempo sembra finito.