Parare un rigore non è facile come bere un bicchier d’acqua. O da una borraccia. Maignan lo ha rifatto. Anche se non è andata allo stesso modo. Come all’andata, al Meazza, quando, prima di essere decisivo e diventare uomo partita parando il tiro dal dischetto a Dybala aveva finto di avere sete. Era andato a bere dalla bottiglietta che tiene accanto alla porta con la lista dei rigoristi avversari: nome, angolo preferito, modo di calciare. Funzionò. Come funzionano ormai gli asciugamani, i consigli del secondo allenatore che ha la raccolta, il rigore non è più vantaggio per chi lo tira se sai dove va a finire (Il pallone).
Cristante interviene e Maignan non riesce a leggere
La lista mette il portiere in condizione di sapere dove buttarsi. E anche stavolta Maignan lo fa, va a bere dalla sua borraccia, ma Cristante se ne accorge, va a discutere e richiama l’attenzione dell’arbitro Colombo. Che riprende il portiere del Milan, ci discute, lo ammonisce. Forse Maignan ha fatto in tempo a capire chi si sarebbe presentato sul dischetto e a vedere la lista o forse è stato solo bravo a indovinare dove avrebbe tirato. Ma Pellegrini è stato più bravo, troppo preciso, rigore perfetto e pareggio: 1-1. Non si è fatto mettere all’angolo.






