Benché l’instabilità geopolitica non sia più un evento eccezionale ma una nuova dimensione delle strategie aziendali globali, la maggior parte delle imprese, in particolare delle multinazionali, «non è ancora in grado di anticipare, valutare e rispondere sistematicamente a questi rischi; e meno del 20% delle aziende ha creato un dipartimento dedicato alla geopolitica». Ad affermarlo è Filippo Fabbri, ad di Lockton Pl Ferrari che, sull’argomento, cita un’analisi stilata dal World economic forum (in collaborazione con l’Imd business school e il Boston consulting group).
Il numero uno della società di brokeraggio, attiva da 60 anni nel settore assicurativo marittimo (specializzata in polizze P&I - protection and indemnity) e che, nel 2025, ha costituito nuove business unit dedicate a surety, energy & construction e real estate, a cui si aggiunge la neonata divisione global solutions, sottolinea che «i ceo di realtà multinazionali devono fronteggiare situazioni critiche come quelle relative ad Iran, Ucraina o Venezuela, per citare qualche esempio. Il nostro ruolo è quello di assistere chi opera nel business a livello globale per trasferire ad assicuratori specializzati dei rischi che potrebbero influire sui loro beni all’estero».






