Da Torino a Milano è un attimo. Da cugino a cugino, ancora meno. Il campo rom e il bosco dell’eroina, seppur diversi per composizione e regole, sono esattamente uguali nel loro disprezzo della legalità. E così, rubare e spacciare per chi li popola non è sbagliato, anzi è un lavoro a tutti gli effetti. E quindi è inammissibile che uno di loro possa morire mentre si guadagna la pagnotta. «L’hanno ammazzato. Sì, spaccia, stava lavorando. Vendeva solo 20 grammi al giorno di bianca e di nera, mica tre chili... Potevano sparargli ai piedi. Ma non ammazzarlo. Lascia una figlia di quattro anni...», ha detto ai microfoni del Tgr Lombardia il cugino di Abderrahim Mansouri, un altro dei tanti, troppi, pusher che da anni bazzicano l’area maledetta di Rogoredo.

Chissà se il 28enne marocchino che ha minacciato con una pistola a salve la polizia perché stava osando rovinargli la serata d’affari, era alle dipendenze di qualche azienda del settore oppure un libero professionista. E chissà se l’Inail avvierà le pratiche per risarcire la famiglia. Quello che sappiamo con certezza è che la rivolta del Nuovo sindacato degli spacciatori trova il favore della sinistra più radicale. «Respingiamo la normalizzazione degli omicidi di polizia, facciamo luce sui fatti di Rogoredo», arringa la sezione milanese di Potere al popolo. Il partito dei centri sociali cucina un gran minestrone: dalla speculazione edilizia, perché la zona della sparatoria «è tutt’altro che casuale: siamo a poche centinaia di metri dal nuovo palazzetto dell’hockey per le Olimpiadi, nel cuore di una zona attraversata da enormi interessi speculativi», al trito e ritrito razzismo di Stato per via degli «altri omicidi da parte della polizia che hanno coinvolto giovani di seconda generazione». Immancabile, poi, il riferimento all’Ice americana. «Non possiamo non considerare che tutto ciò avviene in quello che viene definito il “mondo delle democrazie occidentali”, con gli Stati Uniti come Paese autoproclamato capofila: una nazione in cui l’Ice uccide persone a sangue freddo per strada, la stessa che questa città vorrebbe accogliere», prosegue la nota-delirio.