La vicenda la conoscete. In una zona di Milano, che chiamano il boschetto di Rogoredo, si spaccia e si crepa tutti i giorni. Una famiglia di marocchini gestisce il flusso della droga, rifilando dosi di eroina e cocaina a poveri disperati in cerca di sballo a prezzi stracciati. È un’organizzazione meticolosa, da clan mafioso: quadri, vedette, persino cavallini da sbattere in giro a seminare morte. Qualche derelitto crepa. Qualche altro esce barcollante. Ma tutti tornano in quel luogo immondo che sembra un girone dantesco.
Vittorio Feltri: poliziotti bersaglio dei delinquenti, sbagliato indagarli
Ha ragione Capezzone e hanno torto marcio i magistrati che se la prendono con lui perché scrive quel che il mondo pensa e nessuno ha il coraggi...










