La vicenda la conoscete. In una zona di Milano, che chiamano il boschetto di Rogoredo, si spaccia e si crepa tutti i giorni. Una famiglia di marocchini gestisce il flusso della droga, rifilando dosi di eroina e cocaina a poveri disperati in cerca di sballo a prezzi stracciati. È un’organizzazione meticolosa, da clan mafioso: quadri, vedette, persino cavallini da sbattere in giro a seminare morte. Qualche derelitto crepa. Qualche altro esce barcollante. Ma tutti tornano in quel luogo immondo che sembra un girone dantesco.