La logica di Mimmo è chiara nella sua distorsione: non spaccia per avidità pura, sostiene, ma per frustrazione istituzionale. “Ci sono tanti lavori onesti che potrei fare… ma non lo faccio se non mi riconoscono con un documento da otto anni”, ha spiegato, rivendicando una sorta di diritto all’illegalità condizionato alla regolarizzazione. Le sue affermazioni, piene di termini forti e diretti, hanno fatto scandalo: “Come tutti gli altri ‘ne*ri’, continueranno a spacciare se non li riconoscono con un documento. È il nostro diritto avere un ‘fot*uto’ documento”.
Rogoredo, il pusher ribalta la realtà: "Smetto di spacciare solo se...". Sgomento da Del Debbio
È una scena che colpisce per il suo paradosso. Un pusher della periferia milanese, ospite di “Dritto e Rovescio” su Rete4, rivendic...










