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28 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:06

“Non uso la parola fascismo con leggerezza e generalmente non mi piace per descrivere il mondo contemporaneo: perché evoca cose ben circostanziate, come le leggi razziali o i campi di concentramento. Ma temo che questa volta sia la parola corretta da usare. Negli Stati Uniti abbiamo ormai un’amministrazione che glorifica la violenza e ha creato un’organizzazione paramilitare che agisce con impunità, sentendosi in diritto di ignorare la legge e la Costituzione. Li abbiamo visti in azione Minneapolis, dove hanno agito come veri squadristi”. Sono felice che la storica americana Applebaum, sia pure con cautela, abbia ‘osato’ utilizzare in un’intervista pubblicata a Repubblica il termine Fascismo per denunciare l’operato del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e le azioni criminali messe a segno dalle squadracce dell’Ice, trasformate dal capo della Casa Bianca come suo esercito personale per combattere l’immigrazione.

Il segno di un salto di qualità allarmante è stato superato quando gli uomini con il volto coperto hanno assassinato a sangue freddo ora Alex Jeffrey Pretti e prima Renee Good ma il dato ancora più drammatico che ricorda i tempi bui del nazismo è che il capo della Casa Bianca ha messo in atto una vera e propria politica di deportazione, colpendo a sangue freddo, attraverso il braccio armato dell’Ice, chiunque porti la pelle non bianca, compresi i bambini.