VENEZIA - Ancora nessuna decisione sul ripristino del welfare aziendale per i lavoratori della Fenice. Mentre in teatro si rincorrono le voci di una possibile mossa della direttrice Beatrice Venezi, che potrebbe smarcarsi dall'incarico di direttore musicale di un tetro dove si ritroverebbe a dirigere una Orchestra e un Coro sempre più fermi nella loro contestazione. Ieri, intanto, è stato il giorno del Consiglio di indirizzo della Fondazione.
L'attesa era, ovviamente, per una decisione sul welfare, che il sindaco e presidente della Fenice, Luigi Brugnaro, aveva sospeso a novembre per il timore che eventuali scioperi andassero a colpire i concerti di Capodanno. Una misura preventiva, visto il peso di questi eventi sul bilancio della Fondazione, a salvaguardia dell'equilibrio economico, la spiegazione di sindaco e Consiglio. Mossa inaspettata, mai accaduta prima, che i sindacati avevano, invece, letto come una «ritorsione» per le loro proteste. In ogni caso, alla fine, le maestranze avevano deciso di non scioperare a Capodanno, optando per la protesta delle spillette.
Di qui l'attesa per il ripristino del welfare. Tema su cui Brugnaro era tornato ultimamente con toni di maggiore apertura. Se due settimane fa, aveva ipotizzato di sospendere anche i permessi ai musicisti, usando l'immagine della «guerra», negli ultimi giorni aveva usato parole decisamente più concilianti. Ieri, però, ancora nessuna decisione, che a questo punto appare rinviata a febbraio. La nota diffusa al termine dalla Fondazione recita: «Il presidente ha chiesto al direttore amministrativo una relazione preventiva sulle previsioni di chiusura del bilancio 2025, per verificare se vi siano le condizioni economiche e finanziare per l'erogazione del welfare aziendale relativo appunto al 2025 ai dipendenti». Precisando infine come «il prossimo Consiglio di indirizzo si terrà entro febbraio». Un prendere tempo che non ha stupito più di tanto le maestranze. «Auspichiamo che non vi sia più alcun impedimento al riconoscimento di quanto dovuto ai lavoratori e che al più presto la questione possa risolversi positivamente» commenta, sintetico, il sindacalista e orchestrale, Marco Trentin.






