ROMA - Le prove d'intesa tra Forza Italia e Carlo Calenda. E le fibrillazioni interne alla Lega, dove si aggira lo spettro della scissione vannacciana. Le frizioni sull'incontro del leader del Carroccio Matteo Salvini con l'estremista di destra inglese Tommy Robinson. E la partita sulla presidenza della Consob, ancora tutta da sbloccare. Sono solo alcuni dei fronti aperti in maggioranza, dove la tensione cresce anziché sfumare.

Dopo un fine settimana di stoccate a distanza, prosegue il duello tra i vicepremier.

«Io incontro chi voglio, c'è chi si vede con quelli che finanziavano cellule islamiche e altri che si incrociano con Calenda», ha detto Matteo Salvini - ieri nel Bellunese per l'apertura delle varianti di Tai e Valle di Cadore lungo la statale 51 di Alemagna - a chi gli ha fatto presente il suo incontro con l'estremista di destra inglese Tommy Robinson. Per il Capitano «potrà esserci gente che sta simpatica e altra antipatica: il signore in questione si occupa di combattere contro l'illegalità e l'immigrazione clandestina quindi se devo incontrare qualcuno devo chiedere il permesso a qualcuno?». Con Tajani, ha aggiunto «siamo alleati, abbiamo idee simili su tanti fronti, abbiamo idee diverse su altri. Lui ad esempio va d'amore e d'accordo con Calenda, io preferisco altri compagni di viaggio, mettiamola così. Però non vado certo a contestare le sue frequentazioni. Ecco, conto che altri non contestino le mie frequentazioni». Quanto a Calenda «ormai l'esponente di Azione è pronto per andare a combattere in Ucraina, da quanto si legge sui suoi tweet e sui suoi post».