VENEZIA - I lavori della bretella ferroviaria per collegare l’aeroporto Marco Polo di Venezia si sono fermati. Cantieri quasi deserti da inizio anno, a Tessera, dove in questi giorni si sarebbe visto anche qualche fornitore, allarmato, andare a recuperare i propri macchinari. Effetto della crisi sempre più grave in cui è precipitata la Rizzani De Eccher, gruppo friulano, tra i maggiori general contractor d’Italia. Nel Veneziano, dal 2023, è alla guida del raggruppamento di imprese a cui Rete ferroviaria italiana, Rfi, ha affidato la realizzazione del collegamento con lo scalo aereoportuale veneziano. Coinvolta nel gruppo anche Sacaim, storica impresa veneziana, da oltre dieci anni controllata proprio dalla Rizzani De Eccher.
A dicembre scorso il gruppo friulano si era visto rifiutare dal Tribunale di Trieste la proroga delle misure di protezione rispetto ai creditori. Un ombrello senza il quale la società si trova esposta alle ingiunzioni di pagamento, con il rischio di fallire. Ed ecco, in attesa di sviluppi sul fronte delle procedure, crescere la preoccupazione per i cantieri in corso affidati al gruppo e alle sue controllate. Particolarmente impegnativo, quello del collegamento con il Marco Polo: 8 chilometri tra lo scalo di Tessera e la linea Venezia-Trieste, finanziati (anche dal Pnrr) con 644 milioni. Inizialmente l’obiettivo era quello di concludere l’opera per le Olimpiadi di Milano-Cortina, ma il termine era poi slittato a fine 2026. Ora questo blocco rischia di rimettere in discussione anche questa scadenza.









