Un instant poll di Skuola.net, realizzato su oltre 500 studenti all’indomani della tragedia di La Spezia dove uno studente è stato accoltellato a morte a scuola da un coetaneo, mostra che il 60% dei giovani sia d’accordo con una stretta sui controlli - compreso l’uso di metal detector in contesti a rischio, come appunto le scuole - e con l’adozione di una linea dura contro i minori che portano o utilizzano coltelli o altri oggetti atti a offendere, anche attraverso sanzioni severe come il ritiro della patente o del passaporto.
I fattori scatenanti
Sempre Skuola.net, con un’indagine condotta su un campione di 1.500 ragazze e ragazzi tra i 10 e i 25 anni, pone poi l’accento soprattutto sul pericolo ’normalizzazione’. Perché, tra gli intervistati, ben 7 su 10 ritengono che l’esposizione continua a contenuti violenti possa contribuire a banalizzare se non persino incoraggiare comportamenti aggressivi. Per il 17% rappresenta addirittura la causa principale della violenza, mentre per il 53% è una delle concause. Solo il 30% esclude un legame.
No alle etichette
Alla luce di questi numeri, appare perciò riduttivo attribuire episodi di violenza estrema a singole etichette, come quella dei cosiddetti ’maranza’, spesso associata, in modo semplicistico, a giovani di origine straniera. Il problema potrebbe riguardare, infatti, una platea molto più vasta, fatta di adolescenti e giovani adulti immersi in un clima comunicativo dove aggressività, sopraffazione e linguaggi estremi sono sempre più frequenti e visibili.











