Roma, 27 gen. (askanews) – L’Efsa ha valutato il modo in cui i batteri crescono nella carne di bovini, ovini e suini durante la refrigerazione, lo stoccaggio e lo scongelamento. Il modo in cui la carne viene conservata dagli operatori del settore alimentare prima di raggiungere i consumatori può infatti influenzare la crescita batterica. Questo vale sia per i batteri nocivi come Salmonella e Listeria, sia per i batteri che alterano l’odore e l’aspetto della carne.
Gli esperti dell’Efsa quindi hanno esaminato il modo in cui le condizioni di conservazione, come temperatura, confezionamento sottovuoto e tempo, influenzano la crescita microbica tra la macellazione e il congelamento, nonché durante il successivo scongelamento e stoccaggio.
Per effettuare la valutazione, gli esperti hanno confrontato diversi scenari di conservazione e scongelamento della carne con uno scenario di riferimento (carne conservata senza confezionamento sottovuoto a 7 °C per 15 giorni), osservando differenze nella crescita microbica. Gli esperti hanno applicato il concetto di tempo di equivalenza, utilizzando modelli matematici per prevedere il tempo di conservazione della carne prima del congelamento in diverse condizioni fino a raggiungere gli stessi livelli microbici dello scenario di riferimento.









