Segnali positivi dalle filiere zootecniche nel 2025, con consumi interni ed export in aumento.
Lo segnala il report Tendenze Carni Bovine e Suine di Ismea. Nel comparto suinicolo i consumi interni sono in aumento, con i salumi che mettono a segno +3,1% in volume e +4,8% di spesa; le carni suine fresche, con rispettivamente +3,7% e +5,5%. Sul fronte della domanda estera, dopo un 2024 da record con export oltre 2,5 miliardi di euro (+7,9%) e volumi in aumento (+5%), prosegue sullo stesso trend anche il primo semestre 2025 con +5,7%, nonostante tra gli elementi critici si segnalino barriere sanitarie in alcuni mercati e i dazi Usa. La Commissione europea, ricorda Ismea, ha inoltre autorizzato la rimozione delle restrizioni per la Psa nelle province di Lodi, Pavia, Novara e Alessandria. Relativamente alle regioni, la Lombardia guida per numero di capi allevati, mentre nel Centro-Sud si registra la maggiore concentrazione di allevamenti in Campania, Sardegna, Abruzzo, Lazio e Calabria.
Nella filiera del bovino da carne, la produzione nazionale è in aumento nei primi sei mesi del 2025 (+3,4%) dopo il +6,3% del 2024. La filiera può comunque migliorare sotto il profilo della resilienza, dato il basso tasso di approvvigionamento (38,8% nel 2024) e la forte concentrazione della provenienza delle importazioni, con la Francia che rappresenta l'85% del valore dei ristalli. La catena di fornitura risente della ridotta disponibilità di capi da ingrasso, dovuta a problemi sanitari e all'orientamento dei produttori francesi a puntare sull'ingrasso locale. Nel complesso, Ismea rileva un settore suinicolo in fase espansiva, sostenuto da consumi interni ed export in aumento, e un bovino da carne in crescita ma ancora strutturalmente dipendente dall'estero per l'approvvigionamento, con importazioni concentrate; un quadro positivo ma da presidiare sul fronte della resilienza di filiera.






