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Un fornitore del 2015 avrebbe raccontato che i Moretti non hanno acquistato la schiuma ignifuga perché costava troppo

L'Italia ha scelto di tenere una postura rigida sull'incendio di Capodanno a Crans-Montana per rispetto alle vittime e per arrivare a ottenere giustizia. Per questo motivo l'ambasciatore per il momento non tornerà in Svizzera, a meno che non ci sia un'effettiva collaborazione tra le Autorità giudiziarie dei due Stati e all'immediata costituzione di una squadra investigativa comune. Nel frattempo emergono dettagli sempre più gravi dal fronte investigativo, che rendono l'indagine per omicidio colposo sempre meno credibile e a spostare l'equilibrio potrebbe essere un supertestimone che si è già presentato negli uffici della polizia cantonale del Vallese per fornire la sua versione dei fatti.

L'uomo sarebbe un fornitore dei Moretti, che nel 2015, anno in cui sono stati fatti i lavori nel locale di Crans-Montana, avrebbe consigliato all'imprenditore di acquistare una schiuma ignifuga senza però essere ascoltato: "Ragioni di budget". Questo il racconto fatto dal fornitore e riportato da La Stampa, la quale aggiunge anche che, al contrario, Moretti aveva fatto acquisti costosi per gli arredi scegliendo divani in vera pelle e mobili in rovere. Dopo essersi messo a disposizione della polizia cantonale, senza ottenere risposte, il testimone avrebbe preferito rivolgersi anche a uno degli avvocati che stanno seguendo i familiari delle vittime e ora la sua testimonianza finirà sul tavolo della procura. Ovviamente, andrà valutata l'attendibilità della testimonianza prima che questa venga assunta nell'indagine ma se così dovesse essere potrebbe cambiare l'ipotesi di reato e, di conseguenza, anche la situazione: l'omicidio colposo rientra tra i delitti per "negligenza" nel diritto svizzero e prevede un massimo di 3 anni di carcere. Ma se si dovesse accertare che i Moretti abbiano accettato il rischio per risparmiare sul budget, tutto potrebbe cambiare.