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L'inchiesta sul "Constellation" si allarga e favorisce lo scaricabarile di Moretti sul Comune
Nessun rilievo sulla schiuma acustica che ha preso fuoco la notte di Capodanno, e che era lì da dieci anni. Solo la necessità di installare «una maniglia antipanico» al piano terra e adeguare la sala fumatori. Nessuna verifica sulla ristrutturazione del locale nel 2015, ma solo burocrazia finalizzata al rilascio del permesso a costruire la veranda. Nel dossier consegnato dal Comune di Crans Montana alla Procura di Sion ci sono anni di ispezioni mancate al Constellation dei coniugi Moretti. Controlli che dovevano essere annuali e che invece non sono stati fatti più dal 2019.
Vengono indagati ora due ex funzionari del Comune, Ken Jacquemoud e Christophe Balet, il vecchio e l'attuale responsabile per la sicurezza pubblica. Entrambi sono stati convocati per l'interrogatorio la prossima settimana, a più di un mese dalla strage, e senza che nell'immediatezza della tragedia sia stata effettuata alcuna perquisizione in Comune, né sequestro di telefonini, né acquisizione di mail e corrispondenza. Adesso però per i pm di Sion, che hanno respinto la richiesta dell'amministrazione di costituirsi parte civile, «vi sono motivi per ritenere che il Comune abbia omesso di adempiere alla propria missione di applicare le norme per salvaguardare la vita e l'integrità fisica dei clienti del Constellation». E tali inadempienze «potrebbero essere imputabili tanto a collaboratori quanto a membri, passati e attuali, del Consiglio municipale». Non solo, «il Comune non aveva verosimilmente intrapreso alcuna iniziativa repressiva nei confronti delle presunte violazioni delle norme edilizie che oggi fa valere, sebbene la situazione gli fosse verosimilmente già nota ben prima dell'incendio». Cioè per i pm si profila l'ipotesi che i funzionari fossero al corrente delle violazioni, e che non abbiano però agito.






