Sa della mamma e dei nonni. E sa del padre. Una verità attenuata perché ha soli 9 anni e filtrata con delicatezza, ma la verità. Il figlio di Federica Torzullo, la donna di 41 anni uccisa con 23 coltellate dal marito reo confesso Claudio Carlomagno, oggi conosce ciò che è accaduto alla sua famiglia e, soprattutto, non è stato lasciato solo ad affrontarlo. I suoi silenzi in casa dicono più mille parole. L’affetto dei nonni e della zia è molto forte ma non abbastanza per arginare una realtà brutale: la mamma non c’è più, il papà ha fatto del male a sua madre e i suoi nonni paterni non ci sono più perché non hanno resistito al dolore.
Intorno a lui si è mossa una rete istituzionale e familiare impegnata saldamente a trasformare l’emergenza in protezione, il trauma in una nuova, difficilissima e dolorosissima quotidianità. Il Tribunale per i minorenni di Roma, con un provvedimento emesso il 17 gennaio, ha disposto la collocazione temporanea del minore presso l’abitazione dei nonni materni, individuati come nonni collocatari. «Una decisione arrivata - spiega l’avvocato Carlo Mastropaolo, legale della sorella della vittima, Stefania Torzullo - su mia sollecitazione in Procura», accompagnata dall’attivazione immediata dei servizi sociali. Nel frattempo, il sindaco Angelo Pizzigallo ha assunto formalmente il ruolo di tutore del bambino, come previsto nei casi di particolare complessità. Venerdì scorso si è tenuto un incontro chiave: attorno a un tavolo si sono seduti i nonni materni, il sindaco, i responsabili dei servizi sociali e la zia Stefania. Un confronto operativo, più che emotivo, con un obiettivo chiaro: garantire stabilità e continuità al minore. In futuro, potrebbe essere contemplato un possibile affidamento alla zia, anche per una questione di età e di prospettiva, ma oggi è prematuro: «In questa fase - prosegue Mastropaolo - tutti siamo concentrati su un solo punto: il reinserimento del bambino in una quotidianità normale e i nonni materni insieme alla zia sono molto uniti nel garantire serenità al piccolo». Una normalità che passa anche dalla scuola. Proprio ieri, infatti, era previsto il primo giorno di rientro in classe per il piccolo.













