Presto compirà dieci anni e la sua vita è stata sconvolta in dieci giorni. Prima aveva una famiglia, l’affetto della mamma e del papà, i nonni che gli erano sempre vicini. L’8 gennaio è scomparsa la madre, l’ingegnere Federica Torzullo. Il 18 gennaio è stato trovato il cadavere della donna, sepolto nella sede dell’azienda del marito, Claudio Carlomagno, ad Anguillara Sabazia. Poche ore dopo l’uomo ha confessato il delitto ed è stato arrestato. Sabato i genitori di Carlomagno, dunque i nonni paterni, si sono tolti la vita. Oggi il bambino, che ha perso la madre e ha visto il padre finire in carcere, vive con i nonni materni, assistito e seguito anche dalla zia, la sorella di Federica.

Sul suo futuro il tribunale dei minori di Roma dovrà fare delle scelte importanti, perché qualsiasi decisione sarà comunque traumatica. Ieri Daniele Novara, pedagogista, intervistato dall’AdnKronos, ha affermato: «È assolutamente necessario un cambiamento di ambiente e di contesto, che gli permetta di avere una nuova partenza. Come in altri casi drammatici, il mantenimento di routine e di relazioni può non essere la scelta giusta, se queste ultime portano il peso della tragedia». In realtà, il Tribunale dei minori si affiderà alla consulenza di psicologi, ma al momento chi è vicino al bambino ritiene che portarlo via dai nonni materni e dalla zia sarebbe un ulteriore trauma, un altro atto crudele.